martedì 27 aprile 2010

Le avventure di Ercolino: #3

Incontri ravvicinati del terzo tipo


Ercolino stava pisolando in un angolo della stanza. Fino a qualche minuto prima aveva cercato di capire cosa stesse facendo Laurenzio con tutte quelle beute e quelle fialette, ma poi aveva rinunciato... la scienza non era sempre facile da comprendere, men che meno quella del signor Cioccomenta.
All'improvviso, però, delle luci lo fecero sobbalzare. Erano luci azzurrine e dovevano essere posizionate su di una base rotante, visto che arrivavano a illuminare le finestre del laboratorio scivolando da un lato all'altro, scomparendo in tutta fretta per ricomparire qualche secondo dopo.
Il carlino si alzò e si avvicinò ai vetri. Eccole! Di nuovo! Le luci lo colpirono come una lama e se ne andarono indifferenti. Ma ancora! Passarono da destra a sinistra. Ercolino era curioso di capire cosa fosse, quindi si abbassò, poi si allontanò, prese la rincorsa e si lanciò verso la finestra che, sapeva, era solamente socchiusa. Purtroppo, però, le zampe del povero cagnolino erano un po' in difetto d'altezza e la seppur volenterosa carica non fu sufficiente per raggiungere la meta.
Ercolino scosse la testa per riprendere coscienza della situazione. Laurenzio era ancora intento con i suoi intrugli, fuori era notte e la luce continuava ad aggirarsi da quelle parti; poteva vederla, riflessa su alcuni oggetti in vetro.
Si rialzò, osservò la stanza e trovò cio che gli serviva. Con i denti, andò ad afferrare un piccolo sgabello per una gamba ed iniziò a trascinarlo fino alla finestra, provocando un forte raschiamento sul pavimento.
"Ercolino, stai russando più forte del solito." Osservò l'inventore, senza alzare lo sguardo dai suoi esperimenti.
"Balf! Balf!" replicò il piccolo, poco convinto.
Una volta in posizione, Ercolino saltò sullo sgabello e poi sul davanzale. Col muso spinse la finestra ed uscì fuori. L'aria era fresca ma un odore pungente ne rovinava l'essenza.
La luce sembrava provenire dalla fine della via. Ercolino guardò il laboratorio da cui era uscito, inghiottì a vuoto e si decise ad andare in esplorazione.

Giunto poco distante, il carlino notò che le luci provenivano da uno strano macchinario dalla sforma lievemente sferica che stava fluttuando a mezz'aria. Non aveva mai visto nulla del genere, ma proprio mai! Neanche tra i progetti del suo proprietario! Sembrava quasi un teschio di qualche belva sconosciuta ed incredibilmente grande.
Ercolino decise che, a volte, arrendersi alla paura era la strada migliore da seguire. Fece per indietreggiare ma, proprio in quel momento, una figura alta e in ombra si materializzò di fronte a lui. Non si riusciva a distinguerla bene, ma i contorni non presagivano niente di buono e, soprattutto, niente di umano e niente di carlino.
Ercolino voleva scappare, ma le zampe sembravano desiderose di rimanere e non volevano saperne di muoversi. La paura era molta e forse, dico forse, il piccolo cagnolino guaì.
"Non avere paura." Esordì la creatura in ombra con una voce più metallica del previsto. "Non vogliamo farti del male. Noi amiamo i piccoli carlini grassotteli. Noi li amiamo." E fece per allungare una... una protuberanza verso la bestiola, una protuberanza che, illuminata dalle luci rotanti, si rivelò verdastra. "Noi amiamo i carlini, noi li amiamo, noi li amiamo, noi li amiamo..." E la mano si avvicinava sempre più, sempre più, fino a che...

... Ercolino si svegliò di soprassalto. Si trovava ai piedi del letto di Cioccomenta. L'inventore era immerso nel sonno più profondo.
Uh! Era stato solo un incubo.
Ercolino scosse la testa. La prossima volta avrebbe dovuto mangiare meno peperonata per cena!

2 commenti:

  1. Cucciolo! Ercolino è tornato con un'altra avventura! ^_^
    Poverino ha mangiato pesante! XD

    Angela

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  2. Eh, già! E non è neanche la prima volta che mi capita... O__O

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